La maschera obbligatoria ai tempi del Coronavirus

Girl with mask applying hand sanitizer on street

Il periodo “Coronavirus” vissuto finora in Italia e nel mondo, molto probabilmente, sarà parte integrante dei prossimi libri di storia. Molte persone se lo augurano nella speranza che, come spesso accade guardando al passato, si possa imparare qualcosa.

Quei libri, che le generazioni future andranno a sfogliare con più o meno entusiasmo, racconterebbero di un momento doloroso e surreale in cui le persone hanno dovuto affrontare qualcosa di inaspettato, sotto tanti punti di vista.

Molti si sono ritrovati nella solitudine di un appartamento, troppi hanno perduto persone care; alcuni sono riusciti a capire come trasformare in positivo, per quanto possibile, quello che accadeva e altri ancora hanno combattuto in prima linea.

Tutti, a parte determinate eccezioni, hanno dovuto imparare a proteggersi e le mascherine su Maskhaze o in altri shop online sono la dimostrazione del fatto che in tanti hanno continuato a lavorare per restituire alle persone una parte di libertà e sicurezza sottratta all’uomo dal Virus con la Corona.

Buone maniere e cooperazione, per vincere insieme

A proposito di libri di storia e date, un momento fondamentale è stato quello in cui le cifre di contagi, decessi e posti disponibili nelle strutture apposite, hanno cominciato a dare segni positivi alla gente, che quotidianamente si aggiornava sulla situazione.

La cosiddetta prima fase volgeva al termine e il desiderio di rimettersi in contatto col mondo era incalzante: una data da ricordare è quella del 26 Aprile 2020.

In quel momento si è solo parlato della fase due, ma ciò avveniva in maniera ufficiale e ognuno ha iniziato a sfregarsi le mani, ormai non solo per lavarle seguendo determinate indicazioni, ma per la gioia al pensiero di poter riprendere a vivere “piccole” cose di cui si sentiva la mancanza.

L’obbligo di indossare la mascherina è stato fin da subito parte delle indicazioni da seguire, come misura di contenimento e prevenzione, per se stessi e gli altri; ad oggi questa norma è attuale in molte circostanze, da tenere in seria considerazione.

Al di là, poi, di quanto prescrive la legge grazie ai team di professionisti e ai tecnici cui sono affidate certe questioni, indossare le mascherine e seguire un certo comportamento significa aver acquisito le “buone maniere” per vivere a contatto con gli altri e contrastare la pandemia.

Oltre al Virus, è stato il dolore a cambiare molte cose; uno dei lati positivi da rilevare è la forza creata in conseguenza dell’unione e del sentimento di solidarietà tra le persone.

In tempo di pandemia non solo momenti di gratitudine e commozione; i canti e gli applausi da balconi e finestre…da quando il Coronavirus ha iniziato a diffondersi, in Italia è stata attivata una rete tra le istituzioni competenti.

Lo scopo, tutt’ora, è quello di sorvegliare la situazione e monitorare le dinamiche in continuo mutamento, a seconda delle zone colpite. La sorveglianza avviene grazie a flussi di dati quotidiani in due diverse modalità:

  • una parte dei dati arriva dalle Regioni, quasi in tempo reale, per ottenere il maggior numero di informazioni possibili sui test, i tipi di ricoveri e i decessi. I dati, quindi, si riferiscono a tutte le province italiane e sono monitorati dal Ministero della Salute, supportato dalla Protezione Civile e dall’Istituto Superiore di Sanità
  • un’altra parte delle informazioni va ad integrare le precedenti per analizzare la situazione in maniera più accurata. L’invio parte sempre dalle Regioni, raggiunge l’Istituto Superiore di Sanità e riguarda i dati demografici, la concomitanza di malattie, lo stato clinico del Virus e le evoluzioni

Grazie all’utilizzo delle mascherine e dei dispositivi di prevenzione individuale; grazie al distanziamento sociale e all’attenzione nel perseguire certe norme igienico sanitarie, si è giunti ad una gestione possibile del virus.

La condizione attuale in Italia appare positiva, sicuramente molto positiva rispetto alla prima fase. Nel mondo esiste una varietà di situazioni riguardo alla diffusione del Covid, si spera che tutto possa risolversi nel migliore dei modi e al più presto.

Le precauzioni non sono mai abbastanza

Tutti i governi hanno valutato, dal primo momento, l’utilizzo delle mascherine per la popolazione cercando di adottare l’approccio migliore, navigando tra: i pareri contrastanti delle autorità sanitarie, i progressi scientifici e le statistiche, nonché le raccomandazioni di singoli esperti.

Alla fine, analizzando pareri ed evidenze scientifiche, sembrerebbe che le Istituzioni abbiano scelto di adottare “il principio di precauzione” come base comune su cui costruire per definire le modalità di prevenzione.

Non si può dimenticare, soprattutto quando ci si sente fuori pericolo, che la trasmissione causata dai soggetti asintomatici, potrebbe essere il punto debole nelle strategie per il contenimento del contagio.

La fase asintomatica, inoltre, è quella in cui un paziente potenzialmente positivo è più contagioso: si tratta proprio dei primi giorni dell’infezione.

A quanto pare si continua a confermare il fatto che non si può abbassare la guardia e quindi l’obbligo della mascherina resta, anche a guisa di avvertenza: per non dimenticare!

Gli unici ad essere esentati dall’obbligo di indossare la mascherina sono i bambini, ma solo quelli che hanno meno di sei anni; insieme a loro, le persone che hanno forme di disabilità incompatibili con l’uso delle stesse.

In tutte le occasioni in cui non è possibile garantire la distanza di sicurezza l’obbligo della mascherina rimane una norma fondamentale insieme all’igiene delle mani, che dovrebbero continuare ad evitare di toccare il volto e gli occhi.

Anche la vita lavorativa è cambiata e le aziende stanno prediligendo la via dello “smartworking”, ove possibile, permettendo ai dipendenti di lavorare da casa senza l’obbligatorietà di andare in ufficio.

Che le buone maniere siano acquisite grazie alla giusta educazione, per paura o per obbligo, attualmente cambia poco. Bisogna solo ricordare che il futuro dipende dalle azioni di ciascuno.