Nuove cure meno invasive per i disturbi dei calcoli tonsillari

Per la risoluzione dei disturbi più lievi, sempre più persone salutano con entusiasmo la possibilità di ricorrere a cure meno invasive di quelle tradizionali.
I calcoli tonsillari sono proprio di questo genere e sono anche piuttosto diffusi.
È stato stimato che almeno una persona su dieci presenti dei calcoli tonsillari e, il più delle volte, non ne è nemmeno consapevole.

Però, nel momento in cui cominciano ad essere molto fastidiosi, bisogna pensare a come rimuoverli.
Fino a poco tempo fa l’unica soluzione possibile era la tonsillectomia.

Per fortuna, adesso è possibile eseguire un intervento di tonsillotomia riduttiva con il laser, anziché con il bisturi.
Come possiamo approfondire qui sull’ablazione laser, questa rappresenta una valida alternativa, indolore e poco invasiva.

Nello specifico, si tratta della laser criptolisi, o laminectomia tonsillare, grazie alla quale i calcoli vengono vaporizzati e le tonsille criptiche, dove essi si formano, subiscono una riduzione.

Ma cerchiamo di capire meglio che cosa sono i calcoli tonsillari e che disturbi provocano.

I sintomi più frequenti dei calcoli tonsillari

Come abbiamo detto poc’anzi, i calcoli tonsillari sono per lo più asintomatici. A volte però, inviano dei segnali che forse non siamo in grado di cogliere.
Come le placche orali, favoriscono l’alitosi e, quando raggiungono una dimensione importante, possono provocare dolore alla gola e alle orecchie, infiammazione alle tonsille e difficoltà nella deglutizione.
Trattandosi di sintomi che possono ricondurre a diverse patologie, è necessario farsi visitare da un medico, così da ottenere una diagnosi sicura.

La formazione dei calcoli tonsillari, i giovani adulti sono i più predisposti

La frequenza dei calcoli tonsillari è piuttosto rilevante, eppure non colpisce tutti.
I soggetti più esposti appartengono alla fascia dei giovani adulti, soprattutto quelli che soffrono di tonsilliti ricorrenti.

Tonsille spesso compromesse da un’infezione sono terreno fertile per tutta una serie di patologie, tra cui i calcoli, che si formano all’interno delle cavità di quelle che vengono definite tonsille criptiche.

È importante sottolineare che le tonsille svolgono la funzione di filtro primario contro gli agenti patogeni veicolati dall’aria e dal cibo che ingeriamo e il fatto che siano infiammate non permette loro di assolvere il proprio compito in modo funzionale.

I calcoli tonsillari hanno l’aspetto di palline biancastre perché sono il risultato della calcificazione di differenti minerali, tra cui sodio, magnesio, potassio e ferro.

Questi elementi giungono nelle cripte tonsillari attraverso i residui di cibo che vi si insinuano, e con le cellule morte, il muco e i leucociti.
Insieme alla calcificazione, prende il via anche un processo di putrefazione, che causa alitosi e infiammazione.

Metodi casalinghi per curare i calcoli tonsillari: meglio lasciar perdere

I calcoli tonsillari possono essere visibili allo specchio e questo potrebbe far nascere l’intenzione di intervenire in autonomia, per cercare di rimuoverli.
Si potrebbe pensare che basti munirsi di un bastoncino cotonato con cui grattarli, per eliminarli in maniera definitiva ma, compiendo quest’operazione, si rischia di rendere le cripte tonsillari ancora più profonde di quanto non siano già, favorendo la formazione di calcoli più grandi e fastidiosi.

Inoltre, i tessuti tonsillari potrebbero sanguinare e infettarsi, una prospettiva davvero poco allettante.
Per cercare di prevenire il problema dei calcoli tonsillari, l’unica cosa che ognuno di noi può fare, è curare la propria igiene orale con la massima attenzione.

È bene non farsi nemmeno sedurre dalle fantasiose diete che promettono un effetto preventivo sui calcoli perché non ci sono prove che funzionino davvero.
Insomma, ci troviamo in un campo dove i rimedi casalinghi non sono una soluzione sensata ma è necessario rivolgersi ad uno specialista.

L’approccio della medicina tradizionale verso chi soffre di calcoli tonsillari

Prima della messa a punto degli interventi con il laser, l’unico modo di affrontare i calcoli tonsillari era l’asportazione delle tonsille.
Così facendo, si eliminava alla radice il terreno di formazione dei calcoli.

Però, il soggetto veniva anche privato dei suoi filtri naturali in maniera incontrovertibile, trovandosi, di conseguenza, più esposto all’attacco di germi e batteri.

Per di più, occorre considerare che la tonsillectomia prevede un’anestesia generale, un ricovero e un decorso post operatorio abbastanza fastidioso. Tutto sommato, non si può parlare di un intervento semplice o poco invasivo.

Il laser, una soluzione alternativa per guarire dai calcoli tonsillari in modo “dolce”

L’impiego del laser è ancora piuttosto limitato perché gli specialisti in grado di utilizzarlo sono un numero esiguo.
Prima di procedere agli interventi con il laser, occorre che i medici acquisiscano un’adeguata formazione. quindi una volta raggiunta la necessaria abilità, potranno affrontare molte patologie in ambito ambulatoriale o day-hospital, tra le quali anche quelle a carico delle alte vie respiratorie, come i calcoli tonsillari, ma non solo.

Secondo il Dottor Alessandro Valieri, dove nel suo sito spiega l’approccio col laser ai calcoli tonsillari, la metodologia non invasiva è quella che permette di ottenere risultati migliori ai propri assistiti, offrendo un modo “dolce“ per raggiungere il successo terapeutico per questa tipologia di disturbi.