Università e metaverso, l’inizio di una nuova era

Quando parliamo di metaverso si intende descrivere un mondo virtuale che esiste al di fuori del mondo reale e che può essere visitato e navigato attraverso un computer o un dispositivo mobile. Il metaverso può essere utilizzato in diverse attività come il gioco (Second Life e Minecraft), la socializzazione, il lavoro o lo shopping.  Ma ne possiamo parlare anche con riguardo all’istruzione universitaria?

Il rapporto tra università e metaverso: un’esperienza immersiva guidata

Già da qualche tempo le Università stanno elaborando le proprie strategie per operare efficacemente nell’universo Meta di Zuckerberg: a livello internazionale, si registrano già i primi tentativi di formazione universitaria. In Italia, ad esempio, AteneOnline – piattaforma che aggrega le 11 Università Telematiche riconosciute dal MIUR in Italia, come ad esempio l’Università Telematica Niccolò Cusano – ha sperimentato su Roblox, a partire dal 10 ottobre, il primo punto di contatto tra studenti del metaverso e un team di professionisti esperti nella didattica online. In questo caso non si parla di vera e propria didattica ma di orientamento universitario. Lo studente potrà interagire con un “assistente per l’orientamento”, un servizio gratuito di orientamento, accessibile dai diversi dispositivi a disposizione (PC, tablet, cellulare). Attraverso l’assistente virtuale ogni futura matricola potrà, restando a casa, avere una chiara fotografia delle possibili offerte dei vari corsi di laurea. Pensiamo alla scelta tra l’offerta per una laurea triennale online o un corso di laurea magistrale, lo studente non dovrà più navigare nella rete per trovare informazioni necessarie per prendere una decisione consapevole, ma sarà sufficiente accedere a questo servizio.

Cosa possiamo aspettarci dal futuro? Il metaverso e in più in generale le nuove tecnologie hanno un grande potenzialità: numerose sono le opportunità per la formazione universitaria. Basti pensare che all’estero gli studenti di medicina già simulano interventi chirurgici effettuati su corpi virtuali. Inoltre, il metaverso può anche essere utilizzato come strumento di ricerca, per esempio per condurre sperimentazioni o simulazioni in un ambiente virtuale, o per creare nuove opportunità di collaborazione con altre università o istituzioni di tutto il mondo. Dunque, si interagisce di più, si azzerano le distanze, aumentano le interazioni sociali, proprio come avvenne con i social network ai suoi albori. Non solo, possono essere rivoluzionati gli ambienti di apprendimento che diventano virtuali: qui gli studenti possono seguire lezioni, fare esercitazioni e partecipare a discussioni con i loro professori e colleghi di corso. Le possibilità a cui il metaverso si apre rendono la formazione universitaria alla portata di tutti, perché rispetto al semplice e-learning fa un passo ulteriore: rende immersiva e in tempo reale l’esperienza universitaria favorendo le relazioni sociali, la partecipazione attiva degli studenti che non si trovano solo dietro uno schermo ma sono dentro la realtà universitaria.

Tantissime sono le previsioni su come il metaverso potrebbe essere utilizzato nelle università italiane in futuro, bisognerà tener conto prima di tutto dell’influenza che l’IA, come il deep learning, avrà sul Metaverso. Potrebbe essere utilizzato in corsi di informatica o di scienze della comunicazione per studiare l’impatto della tecnologia della realtà virtuale sulla società e sulla cultura, o potrebbe essere utilizzato come strumento didattico per l’apprendimento immersivo in una varietà di campi. Da non dimenticare sono anche i possibili svantaggi e le sfide dell’utilizzo del metaverso in ambito accademico, come il costo dell’attrezzatura e la necessità di una formazione specializzata.