La badante, come una di famiglia

Trovarsi nella condizione di dover ricorrere all’aiuto di una badante per assistere un famigliare è diventato piuttosto comune.
Le nostre vite sono frenetiche e il lavoro ci tiene impegnati fuori casa tutto il giorno, non esistono molte alternative a questo tipo di assistenza.
Però, l’idea di far entrare un estranea in casa propria e affidarle i nostri cari, già di per sé molto fragili, può fare paura.

Tutti vorremmo trovare una badante competente, che sappia conquistare la nostra fiducia e che diventi come una di famiglia.
Ai più fortunati succede proprio questo, riescono ad instaurare con lei un rapporto di confidenza tale da confondersi con l’amicizia.
E anche quando i suoi servizi non servono più, resta un sentimento di riconoscenza reciproca.
Purtroppo, non va così bene a tutti.

Il mondo sommerso dell’assistenza personale in nero

Per molti, fare la badante non significa svolgere una professione ma è solo un ripiego, in mancanza di un lavoro migliore. Non è certo questo l’approccio più auspicabile che si spera di trovare in una badante.
Eppure, la necessità di lavorare di queste persone e la crescente richiesta di assistenti, per anziani e disabili, non fanno che aumentare le fila delle badanti improvvisate.
Per di più, spesso soggette al lavoro nero.
È una situazione difficile da superare perché frutto della connivenza di domanda e offerta.
L’ideale è ottenere la collaborazione di un operatore professionista.

Empatia e legalità per un mondo migliore

Assistere un malato è un compito delicato, che deve essere svolto da persone, non solo preparate, ma anche predisposte a questo tipo di lavoro.
Dopotutto, se fossimo noi stessi ad avere bisogno di aiuto, non vorremmo forse qualcuno che ci faccia sentire a nostro agio?

Una badante entra nella sfera più intima e privata delle persone che assiste, pertanto, se è in grado di esprimere un po’ di empatia, di certo non guasta.
D’altra parte, riconoscere il valore del suo lavoro “mettendola in regola” è doveroso ed etico.

Non si può pretendere la massima professionalità senza offrire in cambio un impiego garantito e giustamente remunerato.
Solo così si può sperare di migliorare le cose.

Le cooperative, l’alternativa vincente

A volte trovare la badante giusta è davvero un’impresa, se non si sa a chi rivolgersi.
Ci si trova al bivio di due strade, quella delle agenzie specializzate e quella del lavoro nero, ed entrambe sono poco attraenti.
Le tariffe che le agenzie applicano per i propri servizi possono essere davvero salate, anche se offrono la garanzia di impiegare solo personale qualificato, mentre nel caso del lavoro del lavoro nero non c’è proprio nessun tipo di garanzia, si compra a scatola chiusa!

Eppure, c’è una terza strada, quella della cooperativa, una realtà che sta iniziando a farsi largo nel mercato dell’assistenza domiciliare.
I soci della cooperativa sono gli stessi dipendenti e questo li porta ad avere tutto l’interesse a svolgere il proprio lavoro con il massimo impegno e a proporre tariffe concorrenziali.
Un esempio di queste cooperative è Passione e competenza, la risposta più vantaggiosa per chi cerca una badante a Bologna.

La cooperativa investe sulla formazione del personale con la consapevolezza di ottenere un ritorno come soddisfazione del cliente e il conseguente beneficio d’immagine nonché economico.
Specialmente in un periodo di pandemia come stiamo vivendo adesso è indispensabile che il personale segua protocolli di igiene controllati, dall’uso delle mascherine, guanti, effettuazione di tamponi preventivi e tutto quanto possa garantire una convivenza con una badante, una professionista dell’assistenza domiciliare.

Un atteggiamento imprenditoriale che non si limita a guardare al breve periodo ma che gestisce le risorse con lungimiranza.

Le badanti come risorse umane

Per avere la stessa fortuna di quelli che riescono a trovare una badante che diventa come un membro della famiglia, bisogna cominciare a considerare questa figura come una risorsa e non come una sorta di donna di servizio.
È il primo passo per riuscire a riconoscere il vero valore di chi entra in punta di piedi nelle nostre case per svolgere un servizio sempre più spesso indispensabile.